Bergoglio e i bambini desaparecidos durante la dittatura argentina


La testimone Estela de la Cuadra racconta gli sforzi di sua madre nei confronti del cardinale per localizzare sua sorella e sua nipote, nata in cattività. Un vescovo le disse che la bambina si trovava con una “famiglia per bene” e che “non sarebbe tornata indietro”.

Di Gerardo Aranguren – pubblicato su Tiempo Argentino 03.05.2011

Traduzione e adattamento a cura di Pensiero Meridiano

Jorge Mario Bergoglio, eletto papa come Francesco I

Jorge Mario Bergoglio, eletto papa come Francesco I

Abbiamo voluto riportare questo articolo non per cavalcare l’onda delle polemiche sull’elezione di Bergoglio, anche se è facile poterlo pensare. In molti ripresenteranno articoli in cui si cerca di investigare il passato del cardinale e le sue relazioni politiche con questo o quell’altro esponente. Tanto di cappello quindi a chi fa informazione e cerca di diffondere notizie che magari non tutti avrebbero voglia di cercare. La collusione tra Chiesa e politica, tra Chiesa e regimi non dovrebbe, ahimè, stupire più di tanto. Ed infatti non stupisce affatto.

Vogliamo parlare dei legami tra Bergoglio e i centri di potere argentini? O della sua posizione politica?

Sarebbe utile mettere in evidenza i legami che Bergoglio ha con il partito argentino di centro-destra (PRO, Propuesta Republicana, partito guidato da Mauricio Macri) o più in generale con gli esponenti dell’anti-kirchnerismo (i vari Elisa Carrió, Eduardo Duhalde, Gabriela Michetti e Mauricio Macri) (1); così come sarebbe interessante sottolineare il ruolo di ferma opposizione, del nuovo Papa, agli esponenti della Teologia della Liberazione, a cui si ispirano alcuni governi socialisti latino-americani (primo su tutti il Presidente Ecuadoregno Correa); Bergoglio per di più si è dovuto dimettere da provinciale della Compagnia di Gesù, negli anni 70′ proprio perché non condivideva la linea “aperturista” e progressista dei vertici (2). Interessante sarebbe menzionare il ruolo decisivo svolto a quanto pare da Bergoglio nella cattura e persecuzione di due preti gesuiti ritenuti “sovversivi” durante il periodo della dittatura argentina, a causa del loro sostegno alle teorie della teologia della liberazione (3).  Qui troverete una lista esaustiva dei fatti sospetti riguardanti Bergoglio e la sua posizione politica leggere l’articolo di Alberto Puliafito, “Papa Francesco: la dittatura argentina e Jorge Bergoglio. Nunca Mas?” (4).  

Ma, come dicevo prima, siamo purtroppo già abituati a pensare che la Chiesa sia già di suo collusa con gli ambienti del potere, ed in maniera più marcata con la parte più conservatrice. Siamo abituati a questo perchè siamo italiani, e l’Italia è uno dei paesi in cui quest’aria di subordinazione, collusione e corruzione che gira attorno all’Istituzione Chiesa , è  ormai alquanto palese ed evidente agli occhi anche dei meno attenti (basti pensare agli scandali dello IOR, ai benefici della Chiesa in termini fiscali, al potere della Chiesa nel sistema educativo italiano ecc.).

Qui di seguito non  cercheremo di approfondire gli aspetti più insidiosi delle relazioni tra Chiesa e classi politiche, conservatrici e non; anche perchè non basterebbe un blog a descriverle nei dettagli; cercheremo invece di dar voce a chi di solito è lasciato fuori da tutte le note di cronaca. Qui ci sono le dichiarazioni, forse apparentemente insignificanti, di una donna che è stata testimone di uno dei numerosi casi di rapimento di neonati, durante la dittatura di Valdes in Argentina. In questi anni e in quelli a seguire, innumerevoli ed estenuanti sono state le sofferenze di madri ed anziane donne che hanno perso i propri cari ed i propri figli. In questi anni queste si sono rivolte a quell’Istituzione che predica da sempre la vicinanza alla povera gente.

Repubblica titola oggi: “Bergoglio il gesuita attento ai poveri”. Lo stesso Bergoglio che era a conoscenza dei rapimenti dei bambini argentini, tolti dalle braccia dei “sovversivi” e dati in mano a famiglie “per bene”. Se queste sono le premesse……

qui l’articolo: 

Il cardinale Jorge Bergoglio potrebbe essere chiamato a testimoniare nuovamente in una causa per crimini contro l’umanità, questa volta davanti al Tribunal Oral Federal 6, con l’accusa di essere a conoscenza di un piano sistematico di rapimento di neonati. Questo a seguito del procedimento penale aperto a seguito delle dichiarazioni di Estela de la Cuadra, figlia di una delle fondatrici delle “Abuelas de Plaza de Mayo”, la quale ha raccontato le vicende intercorse tra sua madre e il religioso durante i numerosi e vani tentativi ditrovare sua nipote scomparsa.

Il 7 di luglio di quell’anno, la famiglia ricevette la notizia che Elena aveva dato alla luce una bambina, Ana, mentre era detenuta nella Comisaría 5ª di La Plata. Il parto fu successivamente confermato da vari testimoni e il suo caso costituisce uno dei trentaquattro rapimenti oggetti di indagine  nel processo nel quale sono imputati, tra gli altri, i dittatori Jorge Rafael Videla e Reynaldo Bignone.

Estela ha raccontato più volte delle richieste che la madre, Alicia “Licha” de la Cuadra, avrebbe inoltrato alle autorità ecclesiastiche per trovare la ragazza viva e la neonata. “Attraverso una autorità gesuita in Italia i miei genitori ottennero un’udienza presso Jorge Bergoglio, gesuita di  Buenos Aires. Quest’ultimo, in una lettera, sostiene che il vescovo di La Plata, Mario Piqui, avrebbe interceduto nel caso” afferma la testimone. Dopodiché, Piqui si sarebbe incontrato con le forze dell’ordine e avrebbe riferito ai genitori che la bambina si trovava con una “famiglia per bene” e che “non sarebbe tornata indietro”.

“Bergoglio ha affermato che era al corrente già da una decina d’anni dei casi di bambini scomparsi” – continua la testimone. “Credo che sia immorale rispondere in questo modo, si tratta di prendersi gioco di quanto è stato patito da uomini e donne innocenti”, ha affermato indignata la testimone e ha richiesto che la massima autorità cattolica del paese testimoni al processo. “Questa è la terza volta che chiedo in un Tribunale Federale: Che posizione prenderete a proposito di Bergoglio? Non sarebbe opportuno  che Bergoglio risponda a queste domande?” Ha insistito la testimone davanti ai giudici i quali, sorpresi, le hanno spiegato che prima di prendere una decisione avrebbero dovuto deliberare.

La testimone ha raccontato nei dettagli le fasi iniziali di organizzazione del movimento delle Nonne della Plaza de Mayo, e delle riunioni alle quali partecipava sua madre, « Licha », assieme ad Estela de Carlotto e Maria Isabel « Chicha » Mariani, tra le altre.

Questa ha consegnato al Tribunale una grande quantità  di prove che documentano le richieste incessanti delle Nonne, durante gli anni della dittatura e della democrazia: richieste pubblicate nei diari che testimoniano l’instancabile sforzo di ricerca dei parenti dei desaparecidos, che hanno dovuto affrontare in maniera estenuante l’ermetismo delle autorità militari, civili, ed ecclesiastiche.

Uno dei primi documenti firmati da « Nonne della Plaza de Mayo » è stata una richiesta diretta ad un’altra autorità ecclesiastica, il cardinale Raul Primatesta, il 12 di settembre del 1979, accompagnata da un dossier con alcuni casi di neonati scomparsi. La risposta del cardinale è stata letta dalla presidentessa del Tribunal Oral Federal 6, Maria del Carmen Roqueta: “Siamo a conoscenza della sua situazione a seguito delle sue precedenti missive. Desidererei aiutarla a recuperare sua nipote, però Lei conosce il limite di azione della gerarchia ecclesiastica. Pregheremo sulla tomba degli Apostoli per Lei e tutti coloro che condividono la sua situazione.”

A conclusione della sua testimonianza, Estela, rassegnata, ha dichiarato: “In questo momento non so dove si trova Ana, non ne ho idea. Licha l’ha cercata fin dal primo giorno, e ha continuato a cercarla fino agli ultimi attimi della sua vita. La repressione ai tempi di Videla non è solo calata giù dall’alto, dal vertice della dittatura, non è stato qualcosa di imposto in maniera coatta dai soli rappresentanti delle forze militari, ma è stata anche spalleggiata da uomini di potere appartenenti alla Chiesa”.

fonte: http://tiempo.infonews.com/notas/revelan-que-dictadura-bergoglio-sabia-de-las-apropiaciones-de-bebes

Articoli sulla Chiesa: http://pensieromeridiano.com/2013/03/16/le-crociate-dimenticate-del-cardinale-ratzinger

la nostra pagina facebook: Pensiero Meridiano 

(1) Claudio Mardones “los secretos del enojo de Bergoglio que sello la ruptura con Macri“, Tiempo Argentino 16 Settembre 2012

(2) Lucio Brunelli I segreti del conclave. Così vinse Ratzinger“,  Repubblica 17 Aprile 2005

(3) Today “Il lato oscuro di Jorge Mario Bergoglio: Colluso con la dittatura argentina” , Today.com 13 Marzo 2013

(4) Alberto Puliafito, Papa Francesco: la dittatura argentina e Jorge Bergoglio. Nunca Mas?” Polisblog, 14 Marzo 2013

per approfondire le relazioni tra il cardinale Bergoglio e il regime argentino degli anni 70-80:

Studio dell’Università de la Plata: http://ensayoes.com/tw_files2/urls_2/1123/d-1122518/7z-docs/2.pdf

L’isola del Silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina, del giornalista argentino Horacio Verbitsky

Alri Articoli su America Latina: Categoria America Latina

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4 thoughts on “Bergoglio e i bambini desaparecidos durante la dittatura argentina

  1. Pingback: Conclave 2013 - Pagina 137

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