Tutto quello che credi di sapere riguardo l’Ucraina è sbagliato

L’Ucraina non è il Venezuela. Il conflitto politico attuale non è profondamente politico o basato sulla lotta di classe come in Venezuela. Yanukovych rappresenta una fazione di oligarchi; l’opposizione volente o nolente, supporta altre fazioni di oligarchi. Entrambe le forze politiche sono felici di poter lavorare con le istituzioni neoliberali.

Ucraina - graffiti

Ucraina – graffiti

Articolo tradotto dall’inglese a cura di pensiero meridiano.

Articolo originale: “Everything you know about Ukraine is wrong” di Mark Ames, Pando.com.

In questo articolo vorrei commentare alcune banalità, semplificazioni e errori riguardo la congiuntura politico-economica attuale dell’Ucraina:

1. I manifestanti non sono “combattenti della libertà  e virtuosi anti-Putin”, e neanche “Nazisti e burattini filo-americani”

La gente che protesta o che appoggia i manifestanti in Ucraina è in primis gente che ne ha piene le scatole della vita condotta in un Paese che dovrebbe ai loro occhi cambiare a tutti gli effetti. Un paese che è  di fatto controllato da un pugno ristretto di oligarchi nichilisti, di signori del Cremlino e dei loro leader politici. Quello che spinge oggi la gente a scendere in piazza è innanzitutto il desiderio di prendere il controllo del proprio destino. La rabbia Ucraina contro il potere del Cremlino non è necessariamente una rabbia anti-Russa, sebbene più ci si spinga verso Ovest più questo sentimento si trasformi in nazionalismo, e più ci si spinga ad Est (includendo Crimea e Odessa) più le politiche diventino una paurosa reazione contro il nazionalismo dell’Ovest.

Questo è alquanto ovvio per chiunque abbia passato del tempo in questa parte del mondo. Citerò Jake Rudnitsky presentando alcuni estratti di un suo articolo riguardo la Rivoluzione Arancione, pubblicato nel “The eXile” circa dieci anni fa, che descrive in maniera adeguata quanto terribile sia il personaggio politico di Yanukovych, il ruolo giocato dagli Stati Uniti nella rivoluzione, e le ambizioni della gran parte degli Ucraini scesi in piazza. È stupefacente notare quanto poco di quello riscontrato dieci anni or sono sia cambiato rispetto alla dinamica attuale:

“Quasi tutti gli oligarchi Ucraini vengono dall’Est o da Kiev, e sono quasi tutti allineati politicamente a Yanukovych, nativo di Donetsk. Ci sono comunque alcune eccezioni, come Petro Poroshenko, proprietario di aziende automobilistiche, dolciumi e di un cantiere navale. Di sua proprietà è anche il quinto canale della televisione ucraina (5 Kanal), che è stato un supporto di inestimabile valore alla campagna elettorale di Yushchenko (il leader filo-occidentale della rivoluzione arancione)… Gran parte della programmazione televisiva di 5 Kanal consiste nel ridicolizzare Yanukovych ed i suoi (spesso i programmi della tv di Poroshenko ripetono un discorso, divenuto famoso, in cui Yanukovych  fa un classico gesto da bandito, il cosiddetto “paltsami”).  E non bisogna dimenticare che i più grandi e potenti clan mafiosi Ucraini sono ancora alle spalle di Yanukovych, loro esponente politico.”

“ Yanukovych è un personaggio davvero ripugnante. Gran parte degli Ucraini concorda nel pensare che se un candidato politico più “attraente” avesse avuto lo stesso accesso quasi illimitato alle “risorse pubbliche e amministrative” di cui ha beneficiato Yanukovych, questi avrebbe vinto facilmente la sfida elettorale. Yanukovych è stato in prigione in Unione Sovietica, non ha carisma, ed è ovviamente uno strumento dei forti interessi Russi e Ucraini. Yushchenko, invece, è considerato da molti Ucraini dell’Ovest qualcosa à metà strada tra Cristo e Gandhi, mentre molti ad Est hanno paura che ce l’abbia con chiunque parli Russo. Parte dell’elettorato di Yanukovych si è vista costretta a votarlo per diffidenza nei confronti di Yushchenko e non per simpatia del primo (ad eccezione forse degli elettori di Donetsk).”

Per quanto riguarda il ruolo degli Stati Uniti nella Rivoluzione Arancione, quello che Rudnitsky scrisse nel 2004 è ancora applicabile al ruolo di Stati Uniti ed Europa oggi:

“ Le proteste sono state dipinte, soprattutto dai media Russi, come un colpo orchestrato e finanziato dagli Americani. Ed in questo c’è una parte di verità. Gli USA hanno spinto Serbi e Georgiani, che avevano una certa esperienza in rivoluzioni non violente,  ad aiutare per circa un anno gli esponenti della rivoluzione arancione.  Per di più uno degli exit poll Ucraini, quello che dava molto più palesemente per vittorioso Yushchenko,  è stato finanziato dagli Stati Uniti. Il professionalismo e la moderatezza della protesta, dalla disponibilità dei giganti blocchi di polistirolo su cui si piantavano le tende, alla distribuzione di cibo e medicinali, sono probabilmente il risultato di una pianificazione logistica Americana. Sarebbe difficile inoltre immaginare che i vari strati sociali della società Ucraina potessero collaborare ed essere così uniti, senza alcun aiuto esterno. E per di più tutto il tema dell’arancione e tutte quelle bandiere belle e pronte non possono non avere il tocco magico delle operazioni di marketing americane (basti guardare all’influenza internazionale della Burson-Marstellar).

C’è da dire però che la folla di Kiev, che conta centinaia di migliaia e a volte milioni di manifestanti, non scende in strada perché un Dipartimento di Stato qualunque li ha voluti lì. Milioni di Ucraini sono scesi in piazza per la loro propria indignazione. Le folle che si riuniscono ogni giorno virtualmente in ogni città dell’Ucraina (e letteralmente in ogni villaggio dell’Ovest Ucraino), non sono il risultato della propaganda statunitense. Al contrario sono il risultato del  risveglio democratico di un popolo che rifiuta di farsi imbrogliare di nuovo da una classe politica corrotta.”

2.Riguardo i neo-fascisti ucraini:

I neo-fascisti sono una realtà di cui prendere atto e costituiscono una minoranza potente nella campagna anti-Yanukovych. Oserei dire che i neo-fascisti di Svoboda e Pravy Sektor sono probabilmente l’unità di punta del movimento, quelli che più di tutti hanno spinto con forza alle manifestazioni delle ultime settimane. Tutti coloro che ignorano il ruolo dei nei-fascisti o ultranazionalisti, mentono o sono estremamente ignoranti, così come dimostra di non sapere nulla chi afferma che Yanukovych ha sempre risposto solo a Putin durante la sua carriera politica. Il ruolo centrale di Svoboda e dei neo-fascisti in questa rivoluzione, in contrasto con la rivoluzione arancione,  è a mio parere dovuto al fatto che i visi sorridenti e rispettabili dei politici neoliberali non riuscirebbero oggi a raccogliere consensi  dei fanatici come avvenuto un decennio fa.  Addirittura il co-leader della rivoluzione arancione,  Viktor Yushchenko si è allontanato dalla “rispettabile” posizione neoliberale pro-UE per riavvicinarsi alle gesta del fascista Ucraino Stepan Bandera.

La grande incertezza è oggi rappresentata dal ruolo che giocheranno nel prossimo futuro i neo-fascisti ed i discepoli di Bandera. Il loro ruolo nelle proteste delle ultime settimane incute molta paura soprattutto in Est Ucraina e Crimea e potrebbe accelerare una violenta separazione territoriale. Tuttavia lo scenario molto più probabile vede i neo-fascisti di Svoboda entrare nella coalizione filoeuropea, essendo essi ancora una minoranza. Il neoliberalismo è ormai un grande calderone felice di assorbire ultranazionalisti, democratici o il presidente uscente Yanukovych.

La forza dei neo-fascisti non è da sottovalutare, questo è ovvio. Tuttavia questo non basta a giustificare le tonnellate di cavolate sparate riguardo la minaccia fascista. Un perfetto esempio di tale propaganda è stato di recente pubblicato su Ha’aretz e titolava così: “Capo rabbino d’Ucraina agli ebrei di Kiev: lasciate la città”:

“Paurosa violenza contro gli ebrei d’Ucraina, la comunità ebraica chiede a Israele assistenza per assicurare l’incolumità della comunità”.

“Rabbino Ucraino  Moshe Reuven Azman, allerta la comunità ebraica e suggerisce di abbandonare la città e addirittura il Paese se possibile, temendo che gli ebrei di Kiev possano essere perseguitati nel caos delle ultime settimane” (Daily Maariv, Venerdi scorso)… etc

Più tardi, Ha’aretz ha pubblicato questa correzione ammettendo di essere stati ingannati dal Cremlino:

“Correzzione (22 Feb, 4:20 pm): Una versione precedente di questo report incorrettamente indicava Rabbi Azman come il capo rabbino d’Ucraina. Azman non è il capo rabbino d’Ucraina, ma uno dei due rabbini sfidanti l’attuale capo, Yaakov Bleich. Questi così come molti rabbini Chabad, è allineato al Cremlino.”

(Ulteriori informazioni riguardo Chabad: Yasha Levine’s investigative report  sulle fazioni ebree di destra)

Il punto è questo: quello che sta prendendo piede in Ucraina non è una battaglia tra fascisti e anti-fascisti. Ci sono fascisti da entrambi gli schieramenti; ma l’opposizione sembra strizzare l’occhio ai fascisti in maniera più marcata.

3. Tutto quello che credi di sapere riguardo l’Ucraina è sbagliato

Tutti coloro che pensano di trovare chiaramente una fazione politica da supportare secondo un ideale ben definito rimarranno delusi. La politica in Ucraina segue le proprie regole. Ultranazionalisti neoliberali  potrebbero trasformarsi domani in alleati del Cremlino, e viceversa. Basti guardare a ciò che è accaduto alla rivoluzione arancione. Sarebbe a dire:

a) Uno dei leader della rivoluzione arancione,  Yulia Tymoshenko, finì per rivoltarsi contro il suo partner Viktor Yushchenko, alleandosi  con Yanukovych per portar via a Yushchenko i poteri della presidenza dello Stato; più tardi, Tymoshenko si alleerà con il Cremlino contro Yushchenko; oggi è libera e sembra dover condurre da leader le forze politiche anti- Yanukovych.

b) L’altro leader filo-europeo, anti-Cremlino Viktor Yushchenko, finì per allearsi con il filo-russo Yanukovych per poter far imprigionare la Tymoshenko.

c) John McCain è stato il grande fattore di spinta che ha portato alla caduta del regime di Yanukovych, ma è utile sapere che il capo della lobby che ha supportato la campagna elettorale di McCain nel 2008, Davis Manafort, ha gestito le campagne elettorali di Yanukovych e i suoi tentativi di lobbying negli Stati Uniti.

d) Anthony Podesta, fratello del consulente senior del Presidente Obama, John Podesta è un altro lobbista di Yanukovych; John Podesta era il capo della transizione presidenziale di Obama nel 2008.

4. Yanukovych non combatteva il neoliberalismo, la Banca Mondiale o l’oligarchia e non era neanche un semplice burattino del Cremlino.

Esiste un altro falso mito: visto che la Banca Mondiale e l’FMI si apprestano a “riformare” l’economia Ucraina, per l’ennesima volta, questo dovrebbe voler dire che tutto quello che è accaduto è l’epilogo di una lunga  battaglia tra forze neoliberali e anti-neoliberali. Sbagliato.

Yanukovych ha entusiasticamente cooperato con l’FMI e ha promesso di rispettare le richieste avanzate da questi istituti. Sei mesi dopo l’elezione di Yanukovych, il Kyivpost titolava così: “Il Fondo Monetario Internazionale approva il prestito di 15 miliardi di dollari all’Ucraina” (AFP).

“Il Presidente Yanukovych ha reso il consolidamento delle relazioni con il Fondo Monetario Internazionale, l’elemento prioritario del suo insediamento al governo.”

Più tardi lo stesso anno, il Wall Street Journal si congratulava con le riforme neoliberali messe in atto da Yanukovych, ritenendole “realmente riformatrici” e esaltava il ruolo di Yanukovych “che presto avrebbe potuto diventare la star liberalizzatrice dell’Europa”.

Il problema per Yanukovych è stato credere,  nel Novembre scorso, che il Cremlino potesse offrirgli un accordo migliore di quello che l’UE gli stava offrendo. Yanukovych ha scommesso male.

Il punto è questo: l’Ucraina non è il Venezuela. Il conflitto politico attuale non è profondamente politico o basato sulla lotta di classe come in Venezuela. Yanukovych rappresenta una fazione di oligarchi; l’opposizione volente o nolente, supporta altre fazioni di oligarchi. Molti di questi hanno un legame molto stretto con la Russia, ma hanno anche assets e conti correnti , o residenze e palazzi, in Europa. Entrambe le forze politiche sono felici di poter lavorare con le istituzioni neoliberali.

Sebbene le disuguaglianze e gli oligarchi siano i problemi principali dell’Ucraina, non esiste qui alcuna forza politica populista di sinistra. Per ragioni comprensibili, l’esperienza negativa dell’Unione Sovietica  ha giocato un ruolo fondamentale nel dissuadere la gente dall’avvicinarsi a qualsiasi forma politica che potesse rappresentare un riavvicinamento agli ideali populisti di sinistra.

Il popolo Ucraino ha un senso del potere cittadino che è raro trovare in altre parti del mondo, e gli esempi della rivoluzione arancione degli anni 2000 ne sono la prova. Le masse sono consapevoli del loro peso, sono consapevoli della forza che hanno nel poter scardinare i cattivi governi, ma non hanno ancora forgiato una forza politica populista che possa cambiare la loro situazione e possa ridistribuire il potere nella società grazie alla redistribuzione della ricchezza.

Così gli Ucraini finiscono per essere sempre governati  da fazioni di oligarchi che si succedono nelle loro legislature; governi costruiti su ampie coalizioni che possono facilmente essere cooptate dalle minoranze politiche meglio organizzate: neoliberali, neofasciste o filo-russe. Giochi politici che lasciano sostanzialmente invariate le condizioni di vita di un popolo da sempre sottomesso, che vive sempre la solita vita sino alla prossima rivoluzione.

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Fonte: “Everything you know about Ukraine is wrong” di Mark Ames, Pando.com